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Utente: DavidGilmour75
...Come un uomo che cade da un palazzo... ad ogni piano si ripete "fin qui tutto bene,fin qui tutto bene... ...Il problema infatti non è la caduta...ma l'atterraggio...

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mercoledì, 18 novembre 2009

MEDDLE

( Post autoreferenziale )

 

         

 

Beni ben miei Drughi,

riecco qui il vostro affezionatissimo, allegro come una pasqua ortodossa ed in procinto di andare in ferie. Come i miei attenti Soma potranno immaginare, i giorni che precedono tali fausti momenti sono notoriamente di “Botta e clamori”, indi il vostro Capo Drugo ha dovuto sottrarre del vostro legittimo tempo, dedicandolo interamente al vile padrone.

Personalmente concepisco le ferie come vere e proprie “vacanze mentali” e, come d’uopo, mi disintossicherò da ogni forma tecnologica conosciuta all’uomo ( per fortuna non porto peacemakers! ) dedicandomi anima e corpo a sani ed essenziali passatempi quali sbronzarmi, mangiare fino ad esplodere e ristrutturare la mia casa. Ho pensato molto ieri notte ( dormire no eh? ) all’ultimo post prima della mia dipartita e tale riflessione mi ha portato ad una desolante verità. Quando 4 anni fa diedi vita al mio goliardico blog, lo avevo immaginato pieno di burle, tanta musica ed un pizzico di politica, in quanto da vero animale aristotelico, non avrei potuto esimermi dall’affrontare i temi quotidiani di maggiore interesse. Purtroppo però, complici la mia vena aorta e la mia innata propensione alla polemica, quest’ultimo aspetto è stato predominante e spesso molesto nei miei articoli, sottraendo spazio vitale a quelli che sono, da sempre, i 3 aspetti che dominano e rendono gioia al mio essere: Il sesso, il mare e la musica. Essendo tradizionalista e non apprezzando particolarmente il sesso virtuale, la scelta si riduceva agli ultimi aspetti, ma la necessità di lavare i piatti ( e l’obbligatorietà di farlo “in musica" ) ha veicolato la mia scelta sul terzo. Indi, fratelli, oggi abbraccerò le mie ferie parlandovi dell’album “Meddle” dei Pink Floyd ( che è notoriamente un sinonimo di musica ), distribuendo, in ordine di tracce, l’intero album nel corso del post.

 

 

Pubblicato a fine ’71 è stato indubbiamente l’album di passaggio tra il periodo di pura psichedelica ad un armonizzazione progressiva che li porterà a porre la pietra miliare di “Animals” ( nel ’77, l’ultimo scritto a 8 mani ) e che segnerà, a mio modesto avviso, il periodo più florido e geniale della band. Altra particolarità è l’assenza di un tema conduttore ( in seguito ’72 Oscured by clouds, scritto per la colonna sonora di “La Vallèe” ) , prerogativa che li vedrà dal ’73 al ‘79 imporsi con capolavori come “The Dark Side of the moon” ( la cui bellezza mette seriamente in discussione il mio ateismo ) , “Wish you were here”, lo stesso “Animals” ed il galeotto “The wall”.

Meddle è un album discordante, anomalo ed incredibilmente istrionico. Apre con “One of these days”, una vera e propria pugnalata al petto che ha rivoluzionato l’utilizzo del basso moderno. Per la prima volta infatti, pur restando di contorno ( al contrario della celestiale presunzione di Jaco Pastorius ), il basso si muove e guida il brano; il tutto con l’utilizzo ( contemporaneo ) di Digital Delay, Flanger/Chorus, Octaver, Compressore e, nell’unica strofa parlata che preannuncia l’ingresso della batteria, in cui sono certo Mason abbia avuto ripetuti orgasmi multipli, Phaser e Tremolo. Certo, adesso ogni bassista moderno ha miriadi di effetti nel proprio rack, ma non credo mai che riesca ( a parte in “One of these days”, si intende ) a poterli usare contemporaneamente in un brano, senza contare che tale genialità è stata registrata quasi 40 anni fa, quando in Italia avevamo Nicola Di Bari, Al Bano e Gigliola Cinguetti.

 

 

La dicotomia dell’album è evidente proseguendone l’ascolto che ci porta alla seconda traccia: "A pillow of winds". Meravigliosa e dolce ballata, con tocchi di psichedelica acustica in cui sono certo Gilmour si sarà divertito tantissimo.

Sul terzo pezzo, “Fearless”, però si rimette tutto in discussione. Canzone vera e propria che da il “la” a quello che sarà uno dei temi dei Pink negli anni a venire: Due basi ritmiche ( eseguite in questo caso con chitarre acustiche ) che diventano un unico assolo; la prima immobile sull’accordo, la seconda che sale e si ricongiunge all’ottava. Esempio più lampante è lo strumentale di “Welcome to the Machine” ( in “Wish you were here” ). In Fearless però, troviamo anche una meravigliosa “chicca”, che farà scuola per le band inglesi del futuro. Il brano si chiude infatti con “You’ll never walk alone”, coro dei tifosi del Liverpool, nel caso specifico registrato direttamente allo stadio.

         

 

Il brano seguente, “Saint Tropez”, segue solo apparentemente la linea dei due precedenti pezzi, accentuando incredibilmente la già fervida guida blues dell’album, ma propone momenti di acid jazz e di psichedelica comprensibili solo ad un secondo o terzo ascolto. Percepibilissimi i contributi di Waters e Wright.

Linea Blues che però sfocia con maestria rude ed umile genialità in “Seamus”, in cui per la prima volta nella storia della musica, assistiamo ad un “ASSOLO DI CANE”. Eh si fratelli, avete compreso bene. Il cane di Richard Wright era famoso per il suo “orecchio” ed era solito simpaticamente disturbare la band nel corso delle prove; fino a che a Waters non venne la geniale intuizione: Costruirgli un brano intorno. Per chi volesse vedere la sua performance live vi rimando alla trasposizione (  “Madmosiselle Nobs” ) di “Live a Pompei”, in cui il buon levriero dovrebbe farvi riflettere su tutti i soldi che date ai vari Tiziano Ferro e Gigi D’Alessio.

 

 

E siamo al gran finale fratelli! Echoes!

La chiusura di Meddle è infatti costituita da una suite (  quasi 24 minuti, che qui riporterò in 2 parti ) che è forse l’emblema dei Pink Floyd stessi. Non dico che sia il mio brano preferito ( chi deve sapere, sa: un giorno vorrò essere seppellito con “Shine on you crazy diamond” in sottofondo ) , ma è quello che a mio avviso rende maggiormente l’idea di chi fossero i Pink Floyd.

Echoes ha tutto: Psichedelia, armonia, blues, genialità, follia, sregolatezza, sgurz, tecnica, cuore ed anima. E tutto in neanche 24 minuti! Si divertono tutti e quattro a suonarla. E si divertono tantissimo. E’ forse l’unico brano che riesca a raccogliere da solo l’intera storia del gruppo e, di conseguenza, di parte della storia della musica.

Indubbiamente la musica, essendo fonte di emozioni, è di per se soggettiva, ma esiste qualcosa di “oggettivamente bello”, come in ogni aspetto della vita. Ecco, nella musica quel qualcosa è rappresentato sicuramente da Echoes.

 

            

 

Lo so fratelli cosa starete pensando; che come al solito Capo Drugo pontifica la sue opinioni elegendole a dato di fatto. Si lo so, forse è vero. Ma almeno non ordino ai miei dipendenti in giornali e tv di diffonderle al paese. Come dite? C’è chi lo fa? E lo abbiamo anche eletto a Presidente del Consiglio?!?

Ok ok! Come non detto! Avete ragione voi! Almeno in un post autoreferenziale ( che non scrivevo da tempo ) potevo esimermi dal rompere le palle al Nano, ma è più forte di me.

Detto questo vi saluto fratelli e vi rimando a dicembre.

Spero di avervi lasciato con un post finalmente goliardico, spensierato e nella sua semplicità interessante. Il vostro affezionatissimo vi saluta e va a prendersi un po’ cura di se in questi giorni, che in fondo  in fondo se lo merita…

E che siano per voi, tanti giorni davvero Karasciò!  

 

 

Postato da: DavidGilmour75 a 12:50 | link | commenti (2)
musica, ta erga mu

lunedì, 09 novembre 2009

LA BUFFA STORIA DELLA SIGNORA GARNERO

 

Beni ben miei Drughi,

rieccoci qui, accolti da tempestosi vortici, tentando di navigar a vista e di mantener quantomeno una rotta plausibile, in questo mare escrementizio che in molti si ostinano a chiamare vita…

Che s’è bevuto oggi Capo Drugo ( si chiederanno stupiti i miei fidi Soma )?!? Ancora niente fratelli, per quello attendo con ansia le 18. A dire il vero oggi avevo una gran voglia di scrivere, ma ogni argomento in cui mi imbattevo, nella mia consueta e personale rassegna stampa mattutina, risultava tragicamente serioso, banale o deprimente. Cercavo male? E’ vero miei Drughi, cercavo male…o meglio, non avevo considerato il mezzo d’informazione primo per l’italico popolo ( inquietantemente l’80% ) e ultimo per il vostro affezionatissimo: Mamma TV!

Nell’imbattermi nell’ennesima provocazione sensazionalistica dell’On. Santanchè, mi son detto…ma andiamo un po’ a indagare in quella che son certo sarà la succosissima biografia del politico più improbabile della Repubblica Italiana...

Allora, anzitutto chiariamo: non è onorevole. Si si, miei Drughi avete capito bene; nelle ultime elezioni è stata trombata ( che meraviglia usare questo termine senza rischiare di esser querelati! ), che è il termine gergale ( quindi consentito! )  per indicare chi non viene eletto ( “la destra” infatti non superò lo sbarramento del 4%). A dire il vero è stata trombata anche in quelle del 2001 ed è entrata in parlamento solo grazie alle dimissioni della sua collega Viviana Beccalossi. Oddio…ad essere proprio onesti onesti onesti non si chiama neanche Santanchè…

Dite la verità? Vi ho incuriosito eh? E andiamo allora! Si parte!

             

 

La signora Garnero, figlia di un ricco imprenditore del Cuneese, si sposa all’età di 21 anni con il bravo chirurgo estetico Paolo Santanchè di anni 36 che, come regalo di nozze, le rifà il naso e gli riduce un accenno di gobba ( personale e comprensibile tormento giovanile ). Ereditato il cognome del marito, decide di tenerselo anche dopo la fine del matrimonio che avviene, come si addice ad ogni cattolico facoltoso ( qualcuno ha idea di quanto costi? ), con l’annullamento della Sacra Rota. In poche parole molla il Santanchè, ma si tiene il cognome; non prima però di aver usufruito delle peculiarità proprie della giovane ( ed avvenente ) moglie di un chirurgo estetico: Sfila come modella per Coveri e coaudiuva il consorte facendole da amministratrice e tramite con fornitori e case farmaceutiche.

Come mai l’audace Daniela compie un gesto biblicamente scorretto quale divorz…ehm scusate, quelli coi soldi dicono “annullare” il matrimonio?  Non potrei mai dirlo con mie parole senza essere volgare, quindi lascio che sia proprio Daniela a confidarvelo:

 

"Paolo, ti devo parlare". "Adesso? Non vedi che sto studiando?". "Adesso si, guarda che forse per te è meglio adesso". "Che c´è?" "Tra noi è finita, mi sono innamorata di un altro, che vuole un figlio da me. Me ne vado".

( fonte: Daniela Santanchè l’onorevole- sito personale )

 

  

Cioè scusate…La crociata della cristianità in Italia, quella che rompe le palle ai mussulmani per il loro blasfemo stile di vita, molla il marito perche è innamorata di un altro e ci vuole fare un figlio?!?

Rock & Roll!!!

Sempre nel suo succosissimo diario (secondo solo a Frankenstein Junior come intensità comica!  ), Danielina ammette di aver frequentato per i 6 mesi antecedenti la fine del matrimonio, l’attuale compagno e che lui le avrebbe richiesto un figlio.

Allora…personalmente non credo che la signora Garnero ed il sig. Canio ( attuale compagno ) abbiano giocato a carte in quei 6 mesi , quindi è lecito supporre il peccato di adulterio, senza considerare che attualmente vive con un uomo al di fuori dal matrimonio e c’ha anche fatto un figlio ( non essendo sposata ).

Fratelli, lungi da me il giudicare il suo stile di vita in quanto se mi confessassi da un sacerdote ( mai fatto in 34 anni di esistenza ) di qualsivoglia religione, credo si suiciderebbe o si convertirebbe ai raeliani. Quello che mi fa ferocemente incazzare è l’incoerenza dei soliti moralizzatori. Avete fatto caso che TUTTI i politici che esaltano l’indissolubilità della famiglia e del matrimonio son quelli che hanno almeno un divorzio alle spalle ( Fini, Casini , Berlusconi… ) o che convivono con l’attuale compagna al di fuori del sacro vincolo?

Intendiamoci, io bevo, fumo, dico parolacce e trombo con laetitia et abundatiam dentro, fuori, sotto e sopra il matrimonio da sempre...MA NON ROMPO IL CAZZO A NESSUNO!!!

       

Tornando alla signora Garnero ed alla sua peccaminosa esistenza, si è sempre distinta per episodi plateali e clamorosi come quello della "Ciak" di Milano, nell’occasione del ramadan adibita a moschea. Come i miei attenti Drughi ricorderanno la Sig.ra Santanchè si è presentata con un bel cordone di polizia ed ha tentato di convertire le donne islamiche al cristianesimo, provando a dissuaderle dalla necessità ( in moschea! ) di portare il velo. La cronaca ( UFFICIALE! ) narra di un aggressione DELLA ( non ALLA ) signora Santanchè che ha strappato il velo ad una donna e che subito dopo si è buttata in terra urlando “sono stata aggredita! Mi hanno picchiata”. Questo quanto riportato ( silenziosamente ) dagli atti della questura e dalle centinaia di testimonianze delle persone presenti, nonchè dal seguente filmato che non mostra alcun tipo di aggressione ai suoi danni, anzi:

 

La versione della Santanchè è stata completamente diversa e le ha dato possibilità ( ma guarda un po’! ) di farsi una notevole pubblicità e di raccogliere consensi in ambienti vicini al Ku Klux Klan del Tufello, dei nazisti dell’Illinois ( io li odio i nazisti dell’Illinois! ) o del Fronte Leghista per la Liberazione di Marte dall’Islam.

Volete sapere come la penso? Se anche l’avessero aggredita, non sarebbe stato sicuramente un atto encomiabile ( …ehm… ) , ma socialmente comprensibile. Avete mai provato ad entrare in una sinagoga e togliere un copricapo ad un rabbino? Ed andare ( scortati dalla polizia! ) in piazza San Pietro la domenica mattina a togliere la gonna ad una donna in quanto la vostra religione predica il nudismo? Come dite? L’esempio non è valido perche “qui siamo in Italia”? Allora intendiamoci subito: L’ITALIA E’ UNO STATO LAICO! Non è Capo Drugo, ma la legge e la costituzione a dirlo! E non è che contano qualcosa solo per quello che vi pare e quando vi pare! Poi fratelli, parlate con la persona sbagliata…ho passato quasi 10 anni a vivere e lavorare in paesi vicini all’islam o addirittura in cui vige la legge del corano. Credetemi, ve lo dico col cuore…l’illegalità e l’assenza di rispetto di un mussulmano nel nostro suolo è NIENTE in confronto alle porcherie che “l’uomo bianco” compie a casa loro…viveteci e LAVORATECI 4 anni alle Maldive, poi mi dite…

 

 

L’ultima provocazione della Danielina nazionale è avvenuta ieri in quel programma culturale e di elevato contenuto politico che è “buona domenica” in cui, uscendosene totalmente “a cazzo” ( si parlava di tutt’altro ) la Santanchè ha zittito l'imam di Segrate, Ali Abu Shwaima, adducendo la motivazione che il suo “messia” altro non era che un pedofilo. Si si fratelli…l’ha fatto davvero…ha dato del pedofilo a Maometto. Perche? Aveva una moglie di 9 anni…

Allora: Come TUTTI saprete, 2000 anni fa era normale sposarsi a quell’età, in quanto se si campava più di 30 era un miracolo e l’aspettativa di vita media era risibile rispetto ad oggi. Anche nell’antico testamento cristiano ( La Bibbia ) si parla di spose che ora definiremmo "bambine" e la stessa Maria, si suppone avesse ( Vangeli Apocrifi ) 14 anni quando sposò Giuseppe, di lei più vecchio di 35-40 anni. E allora? Maometto era un pedofilo e Giuseppe no? E poi scusi, signora Garnero, ma il corano dice un sacco di cazzate per quello che le pare a lei, ma invece afferma il vero sull’età delle mogli di Maometto?

Cosa rappresenta per me l’onorevole Daniela Garnero Santanchè? E’ l’espressione di quell’Italia Burkiba ( che saggezza c’è in syd! ), pronta a giudicare, ammonire e ferire senza essersi prima vista allo specchio. E’ quell’Italia che basta dire “rumeno di merda” per accaparrarsi consensi ed essere eletti a capo popolo. E’ quell’Italia che non parla ma urla e che trae le fondamenta sul compromesso e sulla facciata, a discapito dei contenuti. E’ quell’Italia che forse non ne ha proprio, di contenuti. E’ quell’Italia che spero muoia presto, per far posto all’umanità, la tolleranza e l’intelligenza propria del nostro popolo, ma che ormai, nell’epoca della televisione, sembra aver rinnegato le sue radici e la sua storia.

Meglio chiudere qua per oggi fratelli, altrimenti rischio di farmi cogliere anche oggi dalla sindrome di Lenny Bruce e di trasformare la mia modesta satira in seriosi discorsi tristi, depressi e fuori luogo. Che altro dir che già detto non è stato? Che vi saluto, vi auguro una buona giornata e che vi lascio, anche oggi, con una musichetta davvero molto Karasciò!

 

         

 

Fonti:

http://www.politicaonline.it/?p=506

http://it.wikipedia.org/wiki/Daniela_Santanch%C3%A8

http://www.danielasantanche.it/biografia.php?id=4

 

Postato da: DavidGilmour75 a 13:41 | link | commenti (4)
musica, politica, deliri, religione, storia, media, televisione, il mondo, elezioni, immigrazione, discriminazioni, santanchè

sabato, 07 novembre 2009

CHET ATKINS

 

         

Goodmorning miei Drughi,

come avrete intuito oggi Capo Soma si spalma una buona dose di crema abbronzante, si infila il suo cangiante costume ed infilza la sabbia con un colorato ombrellone, atto ad indicar “leggerezza su ogni fronte”. Per oggi fratelli niente scie chimiche, nani col passamontagna o scenari apocalittici, ma solo musica ( e che musica! ).

Era da un po’ che volevo fare un post sul compianto Chet Atkins, ma ho sempre desistito in nome dell’impossibilità di mettere in un unico post tutte le informazioni, le interpretazioni, le mie analisi tecniche e perche no, anche una biografia quantomeno esauriente… Poi mi son detto: Ma chi se ne frega, lasciamo parlare la musica. E così farò fratelli, anche perche, se volete saperne di più sulla vita e le opere di uno dei più famosi ( e non necessariamente “più bravi “ ) chitarristi della storia, basta fare un giro in rete e sarete esauditi.

Chet non era certo un “ipertecnico”e la sua conoscenza teorica musicale si formò negli anni, di pari passo con la sua esperienza. Chet era anima, tocco ed espressività. Chet era IL fingerstyle. Chet era arrangiamento, semplice forse, mai banale, probabilmente geniale. Chet è stato una delle più belle chitarre del secolo scorso.

 

 

Vi lascio fratelli con qualche estratto dei vari live della sua carriera che spero vi diano l’incipit per andarvi a cercare e ( se vi gusta ) scaricare altre performance.

In questo post:

In testa “The entertainer” ( Scott Joplin ).

Al centro “Gallopin’ guitar”, in coppia con Paul Yandell.

In chiusura un suggestivo medley ( contenente una meravigliosa versione di Imagine ) con l’amico e collega di sempre Mark Knopfler.

Detto questo fratelli, torno al mio lavoro ( si, lavoro anche oggi! Non vi ci mettete anche voi, ok? ) e vi lascio con le dolci dolci note di Chester Burton Atkins, in arte “Chet”. E che sia per voi, una giornata davvero molto Karasciò.

 

 

« Tra qualche anno, quando me ne sarò andato, qualcuno ascolterà quello che ho fatto e saprà che sono stato qua. Forse non sapranno chi sono stato o non importerà loro saperlo, ma ascolteranno la mia chitarra parlare al posto mio. »

( Chet Atkins )

Postato da: DavidGilmour75 a 09:48 | link | commenti (3)
musica, chitarre

mercoledì, 04 novembre 2009

NAUFRAGIO UNIVERSALE

 

      

 

Ciao miei bei Drughi,

il filmato inquietante che avete appena visionato, potrà farvi sorridere o addirittura sganasciare, ma se ci riflettete un secondo ( a dire il vero anche mezzo ) è decisamente agghiacciante. Già da tempo il vostro affezionatissimo si scaglia contro i reality, politica che mi ha portato, come i miei attenti 25 lettori ricorderanno, ad autocensurarmi sull’argomento: Per più di due anni non ho mai commentato, criticato ne analizzato il fenomeno. Questo perche ritengo che anche il sol parlarne sia nocivo, in qualsiasi modo lo si faccia, perche semplicemente alimenta il fenomeno.

Mi spiego: Nel nostro paese i reality non li “segue” nessuno, al massimo “ci capitano mentre fanno zapping” oppure si divertono guardando quei mascalzoni ( una volta lo erano davvero, poi hanno conosciuto “San Paolo” e si son convertiti )  della Gialappas che li prendono in giro. Eppure l’audience parla chiaro, così come l’indotto dai proventi pubblicitari. Situazione a dir poco paradossale e grottesca che mi ricorda tanto la situazione politica italiana. Quante persone conoscete che affermano ( con più o meno fierezza ) “Io voto Berlusconi”? Sono anni infatti che la satira si interroga sull’annosa vicenda: Ne parlano tutti male, non lo vota nessuno, ma ce lo ritroviamo costantemente al timone del sommergibile rosa ( chissà mai chi coglierà la citazione ).

Il parallelismo reality-politica è meno banale di quanto si pensi e non necessariamente perche “la gente che vede/partecipa ai reality, vota Berlusconi”, ma semplicemente perche vota!

La dittatura della democrazia purtroppo non fa sconti e condanna, regolarmente, la minoranza a non contare un cazzo solo perche ha “perso” l’elezione di turno. Il bipolarismo ( o sistema maggioritario, fate voi ) condanna difatti una gran bella fetta della popolazione a non essere rappresentata neanche in parlamento o, cosa peggiore a doversi schierare necessariamente con uno o l’altro carrozzone, senza di fatto vedere gran parte delle proprie idee o del proprio credo rappresentate in nessun modo.

 

 

 Perche Capo Drugo c’ha attaccato sto pippione ( si chiederanno saggiamente i miei Soma )? Per un semplice motivo: Io non voglio che questa gente voti. Non lo ritengo giusto e non ritengo sia un voto valido. Come può una persona votare per uno schieramento se non sa neanche cosa è e chi ne fa parte? Come può un individuo votare se non sa neanche come funziona il proprio paese, chi lo guida e chi ne è l’eventuale nemico? Come può una persona che non sa assolutamente un cazzo di chi lo governa esprimerne un giudizio in merito? Avete visto il filmato, giusto? Ma secondo voi sta gente come vota…a simpatia? Che criteri di giudizio utilizzano… la monetina?

E’ indubbio che i media sono l’ottimo strumento per portare gente che è convinta che il ministro della difesa sia Batman a votare per un determinato schieramento; guarda caso lo stesso che sta facendo di tutto per abbattere l’istruzione pubblica.

Prevenuto? Malizioso? In malafede? Forse fratelli, forse. Trilussa diceva che “a pensà male quarche vorta ce se pja pure” e allora non mi lascio scoraggiare. Però fratelli, se volete fare un simpatico esperimento, provate in ufficio, a scuola o in famiglia a fare domande semplici e tranquille tipo: Che cos’è un decreto legge? La bicamerale? Come viene eletto il Presidente della repubblica? Cos’è lo scorporo? Il blocco al 4%? Cos’è il debito pubblico? E il signoraggio?

…Vedete un po’ che vi rispondono…

La mia, miei dolci Drughi, non è presunzione…è solo che…amo fottutamente il mio paese, più di quanto possiate credere, ma sono convinto ( Giorgio Bocca docet ) , che gli italiani siano tra i cittadini più ignoranti e manipolati d’Europa.

Chiudo la mia provocazione fratelli salutandovi. Ma non potrei mai farlo senza augurarvi una giornata molto Karasciò, lasciandovi con una buona musica e, soprattutto con un angosciante riflessione: Riguardatevi il filmato in testa…quella gente vota e sceglie anche per voi…

        

Postato da: DavidGilmour75 a 14:54 | link | commenti (5)
musica, politica, deliri, media, il mondo, elezioni, reality, berlusconi, gente fuori

martedì, 03 novembre 2009

ITALIAN GUANTANAMO

 

 

Buongiorno miei Drughi,

il vostro affezionatissimo è lavorativamente "sotto botta", indi non potrà deliziarvi con i suoi soliti deliri. Vi lascio però con un intervista veramente inquietante apparsa su Il Manifesto del 31 ottobre. Tendo a precisare però che i contenuti sono molto forti; indi per i deboli di stomaco, i facilmente impressionabili o semplicemente chi vuol continuare a pensare che l'Italia sia un meraviglioso paese degno di esportare la democrazia nel mondo, consiglio di chiudere la pagina e continuare serenamente la propria vita...Tanto, mica è successo a voi, no?

 

«Così mi hanno pestato Lo fanno con i "piccoli"»

La denuncia: agenti come belve

«Le prime botte le prendi all'ufficio matricola e poi continua così. Ti picchiano con manganelli o a mani nude, quando entri in carcere capisci che non vali niente, che non hai diritti. È come una giungla. Devi subito accettare le regole altrimenti sei morto, non intendo fisicamente, anche se può capitare». S.F. è un trentacinquenne, ex dipendente di una nota azienda italiana (ora aspetta il reintegro), è entrato a nell'istituto di pena di Poggioreale a Napoli per motivi analoghi a quelli di Stefano Cucchi, lo scorso maggio, e ne è uscito dopo una settimana sulle sue gambe. Ma poteva anche non andare così.
Chi ti ha picchiato?
Le guardie carcerarie, chiamati assistenti, ma credetemi sono delle belve. Qualcuno più umano c'è ma nel nostro padiglione, il Firenze, che insieme all'Avellino raccoglie chi arriva per la prima volta in carcere, sono i peggiori.
Perché?
Perché in questi settori non ci sono i detenuti di lungo corso o i camorristi, ma persone che non sono mai state in galera. E le guardie si sfogano, senza paura, perché dicono che noi siamo pesc' e cannuccia', insomma gente che non conta niente. Non mischiano le matricole con i recidivi. Lo capisci subito appena entri, e se non lo capisci te lo dicono gli altri al passeggio: «Qui si pigliano 'e mazzat'».
Quando te le hanno suonate per la prima volta?
Al reparto matricole. Mi avevano preso le impronte digitali, poi uno mi ha fissato negli occhi e mi ha dato uno schiaffo: «Che guardi a fare?», mi ha detto. Allora ho tenuto lo sguardo basso tutto il tempo, mentre restavo in mutande o facevo le flessioni. Sono stato ad aspettare credo per almeno due ore con gli altri nuovi detenuti, ogni minuto sentivi il rumore di un "pacchero", o le urla di qualcuno.
Una volta in cella è andata meglio?
Almeno parli con qualcuno che ti dà indicazioni, ti spiega chi è il più nervoso tra i secondini, ti dicono di non farti trovare in pantaloncini quando c'è tizio, di non chiedere nulla a caio. Ma soprattutto ti mettono in guardia per la conta, che si fa mattina, pomeriggio e sera. Devi sempre tenere le mani dietro la schiena e lo sguardo basso, se alzi la testa le prendi di santa ragione. Non lo fanno subito, aspettano la notte, entrano e ti bastonano nella branda.
A te è capitato?
No, però dopo un giorno che stavo lì, eravamo otto in una cella, due miei compagni giocavano con dei cartoncini che avevano disegnato a mano, perché è vietato avere le carte. Un secondino li prese e li portò via, tornarono con la schiena tumefatta e le mani gonfie. Ci dissero che avevano preso manganellate ovunque, ma che gli avevano messo le coperte sui polsi per non lasciare segni.
Poi cosa è successo?
La sera arrivò una guardia e ci disse che il secondino dalla torretta aveva visto qualcuno nella stanza affacciato alla finestra. Presero G. e lo portarono via. Poi vennero a prenderci tutti e ci dissero: «Non vuole confessare, ora v'accirimm', sti figli 're cas' popolari». Ci condussero nei sotterranei, in quello che i detenuti chiamano reparto Dx, non lo so perché ma ha questo nome. Qui erano in quattro, tutti incappucciati, che iniziarono a prenderci a manganellate, schiaffi e calci.
Cosa pensavi in quel momento?
Che non la smettevano più. Avevo paura che non sarei uscito più perché quella punizione sarebbe stata annotata da qualche parte. In realtà loro non dicono niente a nessuno, ti picchiano e basta.
È una cosa normale?
Io sono stato lì una settimana e mi è capitato quattro volte. Ma ho capito che era un'abitudine quando nella cella di fronte alla nostra c'era una persona stesa nel letto che non partecipava alla conta. Era cardiopatico e non stava bene. Invece di portarlo al pronto soccorso per tre giorni lo hanno colpito nella brandina, lui respirava a fatica, noi non potevamo fare niente. Una sera è stata chiamata una dottoressa, erano le 11, non lo dimenticherò più. Lei disse: «Sta bene, sta fingendo». La mattina dopo era morto. Così hanno cambiato alcuni secondini e abbiamo avuto un attimo di respiro. Poi sono uscito.
Secondo la tua esperienza Stefano Cucchi può essere morto per le botte prese?
Assolutamente sì. Io sono alto un metro e 90 e peso 98 chili, se un ragazzo magro e più fragile avesse preso le bastonate che mi hanno dato, minimo si sarebbe spezzato le costole. Per questo quando ci facevano scendere tutti insieme i più grossi cercavano di coprire quelli più piccoli.
Perché non hai denunciato quello che ti è accaduto?
Secondo voi avrei trovato qualcuno disposto a testimoniare con me? E se anche l'avessi trovato è la parola di ex-detenuti contro lo stato. Nessuno parlerà mai.

 

Fonte: http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20091031/pagina/03/pezzo/263608/

Postato da: DavidGilmour75 a 11:53 | link | commenti (2)
stefano cucchi, carceri & carcerieri